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Basta con i monologhi!

In televisione, come nella comunicazione in rete, prospera il pensiero unico, impermeabile e massimalista. Il modello di comunicazione politica è il monologo, che spesso alimenta tifo, sordità verso le ragioni altrui e odio contro l’avversario.

I confronti tra i leader politici sono scomparsi dai palinsesti televisivi: resta il dialogo a tu per tu con il giornalista, quasi sempre un monologo data la frequente difficoltà degli intervistatori di porre obiezioni e fare domande.

I leader politici vogliono evitare il rischio del confronto aperto e paritetico: è noto che alcune forze politiche di governo non accettano di partecipare ai programmi televisivi che prevedano la presenza di avversari.

Il contraddittorio è un principio inscindibile dalla libertà d’informazione: la Costituzione Italiana riconosce il diritto dei cittadini a un’informazione completa e corretta, alla parità di trattamento tra forze e proposte politiche, alla obiettività, alla imparzialità e all’equità. Anche l’Unione Europea (Carta dei diritti fondamentali e direttiva sui media audiovisivi) tutela il pluralismo dell’informazione.

L’informazione può definirsi completa e corretta solo se c’è un confronto fra le opzioni politiche e quindi contraddittorio. Questo vale a maggior ragione in tv perché la televisione è il più potente dei mezzi d’informazione, sia per l’ampiezza del pubblico raggiunto e la frequenza di accesso, sia per l’attendibilità percepita.

La televisione è il medium più efficacemente in grado di raccogliere, presentare e far confrontare in un unico contesto le idee più diverse ed in particolare la televisione pubblica, finanziata dal canone, deve essere agorà aperta, luogo di dibattito non partigiano, ove rappresentare la diversità culturale e politica del Paese; tanto più quando ci si trovi in un contesto, come l’attuale, in cui le forze politiche sono in campagna elettorale permanente.

Ci rivolgiamo dunque all’Autorità Garante della Comunicazione affinché vigili con ogni strumento a disposizione e con tutti i poteri a essa conferiti dalla Legge per impedire la creazione e il consolidamento in televisione di posizioni dominanti, lesive del pluralismo e del diritto alla correttezza e completezza dell’informazione.

Chiediamo per le emittenti televisive:

  • La previsione dell’obbligo e della relativa sanzione, per i media televisivi, di programmare confronti diretti tra leader, esponenti o sostenitori di parte governativa e delle opposizioni;
  • l’informativa ai telespettatori del rifiuto di partecipare dei leader invitati;
  • l’immediata individuazione di criteri di monitoraggio del rispetto del principio del contraddittorio e pubblicazione dei relativi dati.

Regole semplici per rendere corretta e completa l’informazione televisiva.

In una vera democrazia l’avversario non è temuto ma rispettato e conta chi sa confrontarsi.

Basta con i monologhi!